B A G N O

SABRINA BELLINI

Doccia

Il calore dell’acqua

riporta al centro

le cose mie.

La pelle al silenzio

dell’abbraccio.

Specchio

Un regno

nello specchio:

eco

di un corpo distorto

di lotte

che torna

a vedersi armonioso

in vesti di donna.

SILVIA CIOFI BAFFONI

***

Sgocciolo il sonno sul lavandino

dopo una notte insonne di uomini o bambini

il corpo sfila davanti

allo specchio annebbiato.

 

Rincorro lucidità squillante mattutina

cerco interfaccia col mondo.

 

LETIZIA FANFANI

***

Candele, sali e bolle di schiuma

si infrangono 

fra una centrifuga e chicchi di gatto.

Eppure proprio lì si rinnovano

sorprese e conferme 

fra matite e detersivi.

HILDE MARCH

***

La vasca è il posto delle piante

clinica per germogli ed epidermide,

si detergono le scorie

la luce è giusta.

Il ricambio di quanto cade

ha bisogno del bianco

una lima – poche gocce

una porta chiusa.

IACOPO NINNI

E lì c’è il bagno
aggiunge, dietro al dito
dalla soglia di quella che
ha battezzato come la “mia” stanza
E se ne va demandando
la presentazione
agli asciugamani
assopiti sul letto.
Invito depistante
(come i depliant lasciati sul comodino)
assorbe la curiosità
un aprirsi su
un gioco di specchi
un rimbalzare
di odori.
Le tracce del dentifricio, poi
mi daranno l’idea di un pulito
da ripulire

(da Cosedicasa, dotcom press, Milano 2017)

BRENDA PORSTER

Vasca

Il libro era gonfio e le pagine increspate

per tutte le volte che era caduto

nella vasca dove mi avevano consigliato

di stare a mollo nell’acqua colloidale

mezz’ora tre volte la settimana.

 

Erano mezz’ore di immersione

voluttuosa nel giambico dei versi

 – I must go down to the seas again,

to the lonely sea and the sky –

mentre fuori I fratelli picchiavano alla porta

dell’unico bagno di casa.

 

Cercavo di non sentire il loro bisogno

mentre nell’acqua scivolosa ondeggiavo

e i versi mi si appiccicavano alla pelle

prima di uscire dalla vasca

sgocciolando sillabe.

MARCO SIMONELLI

In bagno

Mentre fuori prosegue la serata

tu richiudi la porta alle tue spalle.

Con un giro di chiave t’assicuri

che nessuno, nemmeno per errore

possa entrare violando la tua privacy.

 

Adesso puoi permetterti di piangere.

Puoi farlo in santa pace, è tuo diritto.

Ricordati però di aprire un rubinetto.

È necessario uno scroscio d’acqua

per attutire il suono dei singhiozzi.

 

Strapperai un po’ di carta igienica

per soffiarti il naso gocciolante

e dopo un bel respiro sarai pronto

a tornare dagli altri nel salone.

Coraggio. Fatti forza e non scordare

 

di tirare per finta lo sciacquone.

(da Il pianto dell'aragosta, d'if, 2015)

MARZIA TATINI

***

Oltre  lo specchio

niente di trasparente

 

Non serve togliersi

il mantello

e far luce

 

Tutto il buio

è dentro.

STEFANIA ZAMPIGA

***

Seduta nella celletta

mi apro al tempo

pensoso del corpo

 

mi calmo leggendo

scopro un passo

per tenere l’essenziale

poi lascio andare

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