C A N T I N A

 

LILIANA GRUEFF

***

Se penso

ai miei piedi di ragazza

che dentro a queste scarpe

si andavano a sposare,

al corpo giovane

che ancora non sapeva

di sé, di segni e di sventure

 

una tenerezza strana

mi accade

 

mi guardo , lontana,

mi assolvo

e mi perdono

HILDE MARCH

***

il buio sale dagli occhi

la condensa ogni volta

poche spine alla gola

è il dazio per la via di mezzo

tra l’acqua e la terra

 

chiamarono un rabdomante

quaggiù

si scavò un pozzo

e fu pescare tutto il dimenticato

squame dalle forme antiche

 

La falda aperta erutta

e tra le mani fiorisce l’erba.

BRENDA PORSTER

***

Non so se si poteva chiamarla cantina --

non era buia, un raggio di luce

filtrava da una finestra in alto --

a volte nella penombra giocavamo

a saltare da un cesto di ferro.

 

Quel giorno lo sentivamo: qualcosa

sarebbe successo. Eccitate,

gustavamo la nostra paura.

Quando un piede mi s’impigliò

in un filo cadi, male,

battendo il viso sul cemento.

 

Mi venne il sangue al naso.

 

Passarono gli anni prima che capissi:

quello era il giorno che morirono

Ethel e Julius Rosenberg.

  • Pinterest Icon sociale
  • Instagram
  • Facebook Icona sociale