G I A R D I N O

SABRINA BELLINI

***

Purchè stavolta

io non scordi

al centro

un fiume che scorre

 

SILVIA CIOFI BAFFONI

 

***

1.

a terra

gialle foglie

strette di melograno

 

qualche rimasuglio

di chicco rosso

 

un'adolescenza alla rovescia

un giardino ribaltato

che cammina all'indietro

 

antica tartaruga

lenta.

 

2.

grande,

in alto

di cotto scheggiato

i tigli

ne lambiscono gli orli

- il babbo li oltrepassa

(batticuore)

 

scivolate di bambini sull'acqua

studi e amori nascosti

 

le basi.

SIMONA GAGLIARDI

***

Come un sogno-
nel cassetto
colori e odori
di libertà

LILIANA GRUEFF

 

***

Minuscolo il giardino,

qualche fiore,

sul retro la casetta per la millecento

(utile  poi per le  prime esplorazioni,

i giochi proibiti)

 

ma la vera meraviglia

era davanti

un triangolo di erba e fiori

e al centro lui,

il pino argentato.

Nessuno ce l’ aveva nella via

(e) il suo colore chiaro

risplendeva 

e inviava il suo profumo

al mare

BRENDA PORSTER

***

La mia gente non faceva i giardini

forse perché aveva il deserto nel sangue,

ma io il giardino ce l’avevo in testa

(chi sa quale vento portò i semi).

Il primo anno fu duro vangare -

le mie mani bambine fecero solo

un’aiuola minuscola

dove uno per uno li piantai –

bruni come i noccioli di ciliegia.

 

E le notti d’estate si riempivano

con i macchi, fucsia e bianco,

dei mirabilis jalapa – belle di notte,

meraviglie di Perù.

MARCO SIMONELLI

Animale domestico

Brooke

 

Nel giardino di una casa al mare

un micino batuffolo di coccole:

avevi già deciso che eravamo

la famiglia predestinata a te.

 

Nulla ti smosse da quella certezza.

E come potevamo liberarcene?

Mentre bevevi il latte dal piattino

emanavi puzzette e tenerezza.

 

Ti strusciavi agli angoli dei mobili

la coda come un punto di domanda.

Eri femmina e per giunta opportunista

per questo ti chiamammo come lei

 

l’eroina di Beautiful, la soap

che ci riuniva a tavola alle una.

Hai vissuto vent’anni come Highlander

indisturbata come un geroglìfico

 

regina incontrastata del programma

primattrice del nostro feuilleton.

Ti prego, no. Non puoi morire adesso

andartene così, come se avessero

 

deciso di rescinderti il contratto.

Rimani ancora per questo Natale.

Non puoi sapere quanto si sta male

sotto le feste se ti è morto il gatto.

MASSIMO VEZZOSI

***

la maternità delle foglie

ha dita di trapano

sotto le cortecce,

a volte vento si affaccia agli infissi.

 

- quattro viandanti attraversano mano nella mano -

 

e d'erba in ascolto;

la talpa scava luce che non può vedere.

STEFANIA ZAMPIGA

***

settembre

oggi mi ritroverei a raccogliere 

le ultime zucchine e melanzane

e dovrei rivoltare la terra

mentre un fico perderebbe le foglie

 

il giardino dei miei

non lo sentivo mio

non lo lavoravo,

l’ho lavorato solo l’ultimo giorno

in un nuovo giardino coltiverei 

piante officinali per la mia amigdala

 

il sole scalderebbe le ossa

e tu sorrideresti

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