C A M E R A

 

SABRINA BELLINI

Cassetto

Si sente l’eco

di quel moto

quando lo apri.

Lo sbattere

delle cianfrusaglie

che custodisce.

 

Comodino

Piano

su cui ammucchio

sassolini di idee

nell’attesa

che mi sia chiara

la stanza.

Letto

Zattera di fantasie

che ancora

porta al largo

noi due.

 

Letto

Sfatto.

Accoglie il calore

del centro

rigirato e scomposto

che giace,

immemore del dolore,

nell’ostinazione del viaggio.

Un loto pulsante.

 

Armadio

Trattieni per me

l’incoerenza

di un bacio

come fosse

il tesoro nascosto

di un bambino.

SILVIA CIOFI BAFFONI

 

Letto

Le lenzuola si aprono a tratti

ali ad accogliermi,

uccello stanco e bianco

in attesa di stendersi.

A tratti si chiudono, respingenti e serrate.

Resto fuori nel tentativo di ripescarle con le dita dei piedi.

Armadio

L'armatura di cassetti e grucce

satura il legno bucherellato

a goccia a goccia.

A ognuna il suo riparo:

cabina per sogni velati,

turbamenti da appendere

- come scorte.

LETIZIA FANFANI

Il letto

Allungavo il giorno 

con un pesce, due orsetti e una pistola.

 

Poi sono stata a lungo in un braciere 

le orecchie tese verso urla non così lontane.

 

Dopo è stato un mare di finta bonaccia

su cui ho posato i miei fardelli di niente.

 

Ora riposo in un ventre calmo

sospesa nell’attesa.

***

Mai a pancia in su

esposta

agli schiaffi o alle carezze dei sogni.

 

Meglio rannicchiata nel grembo di cotone

le spalle

coperte ma i pensiero che vanno

L’armadio

Stanno appesi, sospesi ad un gancio di vita 

oppure distesi, ma disciplinati.

 

Ascolto il profumo del nuovo e suoni

già annusati, forse da riporre per sempre.

 

Chiedo un giorno in più per stringere il coraggio.

Il comodino 

Una tregua in ordine sparso 

oggetti e pagine 

come idee

Il cassetto 

Ripongo in ordine nuove possibilità 

ma il vento perde il suo fiato.

Un velo di abitudine scende sul caos,

è difficile il distacco anche se i gesti si copiano stanchi.

 

Un taglio netto fa spazio al fluire dei giorni.

LILIANA GRUEFF

Letto

le tue vele di lino

si muovono al vento

del mio corpo

 

e al mattino

resta l’impronta inquieta

del notturno viaggio

HILDE MARCH

Comodino

Mi assorbo

nello spicchio di luce elettrica

le pagine vive

compagne di furti e fughe

le pagine stanche

apripista di sonni di lava

 

Ti appoggio

sul comodino

fra le cose della notte

Cassetto

L’alfabeto esatto delle cose inerti

ti scoperchia

 

t’impigli a dragare sul fondo

in coralli e calcificazioni

un resto di viaggio

il ditale di metallo

infilato quaranta anni fa

Letto

Stendersi sotto l’ala del giorno

è un esercizio di ossa

è il bianco che incalza

e tu che avanzi a sussurri

parole di vento

come l’argento mosso tra gli olivi

 

Ulisse fece del suo letto radice

il mio scialuppa su un lago ghiacciato

si muoverà tra le canne

al calore del sonno

con le sue ossa di vetro.

MARCO SIMONELLI

 

Letto

Sotto il letto

 

Per tutto il giorno resta ben nascosto,

disteso fra la polvere e le scatole da scarpe.

Fa finta di non esserci ma c'è.

La sera osserva ogni nostra mossa

 

conosce i nostri piedi e le pantofole.

Ci ascolta mentre ignari ci infiliamo

dentro ai nostri pigiami in fibra organica

e stanchi ci diciamo buonanotte

 

per poi girarci dandoci le spalle.

Solo quando la luce se ne va

i suoi occhi si accendono nel buio.

Allora mette fuori il braccio destro,

 

muovendosi sui gomiti

sguscia fuori dal suo nascondiglio,

s'aggrappa alla coperta e sale su.

Io non credo che voglia farci male.

 

Forse soffre di freddo e solitudine

per questo si trascina in mezzo a noi

e resta rannicchiato fino all’alba

fra queste nostre schiene indifferenti.

Armadio (2)

Hai deciso di vivere

rinchiuso nell’armadio.

Ci stai comodamente

soprattutto d’estate -

lì dentro fa più fresco.

 

Sul fondo hai fatto un buco per i piedi

così ti puoi spostare a piacimento.

La mattina fai colazione al bar,

il cameriere bussa all’anta destra

porgendoti il cornetto col caffè.

Tu apri uno spiraglio, mangi e bevi

almeno non fai briciole per terra.

 

La cosa più importante è far finta di niente.

La gente alla fermata spesso ride di te

ma questo non ti tocca, dopotutto

non possono vederti mentre piangi.

 

È ovviamente scomodo vivere così

ma sei un tipo pieno di risorse

e presto impari l’arte di confonderti

coi pezzi del mobilio preesistente

al punto che in ufficio il direttore

ti scambia per l’archivio dei faldoni.

 

La notte spesso accosto

l’orecchio alla tua anta,

ascolto il tuo respiro

appeso fra le giacche e le camicie

 

il tuo cuore che batte attutito

almeno da un milione di maglioni.

(da Le buone maniere, Valigie Rosse, 2018)

MARZIA TATINI

Il cassetto

Cassetti

fino al cielo,

uno per ogni

scalino salito

nella vana ricerca

di frivolezza...

 

E tu nell'ultimo,

piegato stretto stretto

come  un origami

nel cantuccio,

in attesa di essere

svegliato.

EVA TAYLOR

Letto

Il letto è stretto

la stanza si fa piccola,

non contiene

 

l’insonnia della notte.

Non passa come

i frusci degli alberi

 

è nave carica 

bianca di attese.

MASSIMO VEZZOSI

Letto

sveste lo spazio della carne/

scossa al tatto/da una pena retrattile/e tuoni rampicanti in nere infiorescenze/

 

distende una cima di bosco che ondeggia/copre la bellezza di prato che sarebbe stata/

prima le stringessero tutte le labbra/corrompendola di notte nuda/

STEFANIA ZAMPIGA

Domotica

se mi accosto

un sensore rifletterà

il mio desiderio ed aprirà cassetti

in materiali e forme diverse

 

mi innamorerò del mobile

che mi capisce

starò tutto il giorno

a ripormi dentro

con pareti che si avvicinano

a seconda dei cambiamenti

 

profumo verrà a dissipare

quello che voglio lasciare

Sonno

mente spazio lucido

nel lievito di parole

che riposano insieme.

Cassetto

dopo quindici anni

la carta nel cassetto

era provata, gli oggetti

l’avevano prosciugata.

appallottolata

è entrata nel bidone senza 

scricchiolare.

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